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09.07.2018

Navigli in battello

Milano negli anni successivi all'Expo del 2015 ha visto una rinascita di diverse aree della città. Nuovi grattacieli hanno ridisegnato lo skyline della città e vecchi quartieri hanno visto una nuova vita. Una di queste aree è “I Navigli”,  il sistema dei canali di Milano che in passato e ancora oggi sono da considerarsi una parte importante della vita della Città.

Milano è nel mezzo della Pianura Padana, un tempo una vasta  palude, ora una delle zone più affollate e industrializzate d'Italia. Ora le paludi sono scomparse, ma l'acqua resta ancora un elemento importante per tutta la Pianura e di conseguenza anche per Milano.

Il sistema stradale in quei secoli era scarso e non sicuro, ma Milano per sostenere la crescita aveva bisogno di un modo per collegare meglio la città alle aree circostanti e il modo migliore era l'acqua. A questo progetto prese parte anche Leonardo da Vinci, che in quel periodo dimorava a Milano alla corte di Ludovico il Moro come ingegnere incaricato di costruire fortificazioni e macchine da guerra. Il suo interesse per il sistema di navigazione, che solitamente usava per muoversi, lo portò a studiare e progettare un sistema pienamente operativo in grado di collegare Milano alle aree circostanti. Per farlo ha inventato degli sbarramenti mobili per le chiuse dei canali, sistemi ancora usati ai giorni nostri che portano il suo nome “Porte Vinciane”.

I Navigli fino al 1930 erano costituiti da cinque canali navigabili: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana, Naviglio di Paderno, Naviglio di Bereguardo;  alcuni di essi sono tutt’ora aperti alla navigazione offrendo una bella e pacifica visita delle zone più romantiche di Milano e dintorni attraverso una luce diversa. Questi tour sono molto popolari tra i turisti, ma anche i milanesi sono affascinati dall'atmosfera nostalgica che si respira durante la navigazione.

I primi tre canali erano collegati al centro di Milano attraverso la Fossa Interna, conosciuta anche come cerchia interna dei navigli. La sezione urbana del Naviglio Martesana fu coperta all'inizio degli anni '30, insieme all'intera cerchia interna, stabilendo così la chiusura definitiva per i canali nord-orientali, il trasporto commerciale proseguì sul Naviglio Grande, ma il declino fu costante e negli anni '60, il progetto di un porto fluviale per raggiungere il fiume Po e di conseguenza il Mare Adriatico attraverso i canali,  fu definitivamente archiviato.

Naviglio Grande

Il Naviglio Grande è un canale che unisce il fiume Ticino vicino a Tornavento (23 km a sud di Sesto Calende) alla darsena di Porta Ticinese, comunemente conosciuta dai milanesi come “Darsena”, nel centro di Milano. La costruzione iniziò a metà del XII sec e raggiunse Milano nel 1258, fu estesa a Piazza Duomo nel 1386, quando iniziò la costruzione del Duomo, per consentire il trasporto dei blocchi di marmo dalle cave situate vicine al Lago Maggiore. Come già detto, questa parte è stata coperta per lasciare spazio all’urbanizzazione della città e per la necessità di avere un modo più veloce per spostarsi.

La navigazione attraverso il Naviglio Grande ti porterà in luoghi iconici, dove sembra che il tempo si sia fermato a quegli anni. Il primo tratto di navigazione consente di ammirare il Vicolo dei Lavandai, che prende il nome da un vecchio bagno che è stato utilizzato da donne e uomini locali fino alla fine degli anni '50 per fare il bucato. Vicolo dei Lavandai è un luogo affascinante in cui è possibile fare un passo indietro nel tempo e immaginare le persone chinate mentre lavano i capi nel torrente. Il vicolo prende il nome “i lavandai” e non le lavandaie perché nel diciannovesimo secolo erano solo gli uomini, che organizzati in una vera corporazione, fornivano questo servizio di lavanderia. La navigazione continuerà in altri luoghi interessanti come la Chiesa di San Cristoforo e Palazzo Galloni, due siti ricchi di storia.

Naviglio Pavese

Il Naviglio Pavese, la cui costruzione iniziò nel 1564, è lungo 33 km e collega la città di Milano a Pavia e quindi al fiume Ticino attraverso un passaggio di sei chiuse. Considerato sempre di secondaria importanza rispetto al Naviglio Grande, oggi è navigabile solo in parte ma un progetto di restauro ripristinerà in futuro la piena operatività.

Naviglio della Martesana

Il Naviglio della Martesana è il canale che scorre dal fiume Adda, in origine chiamato “Naviglio Piccolo”, è stato trasformato in Martesana dal nome del territorio attraverso il quale scorre.

La posizione distante dal centro della città ha sempre mantenuto questo Naviglio lontano dalle solite rotte turistiche, mentre i milanesi (specialmente quelli che vivono in quella zona) l’hanno sempre amato. La piacevole e tranquilla navigazione vi condurrà attraverso la natura lussureggiante e le ville storiche facendovi sentire la presenza di Leonardo da Vinci. Le ville qui sono state costruite sia per un progetto politico che per un progetto turistico e sono state utilizzate dai proprietari principalmente durante le calde estati Milanesi. Una delle più importanti è Villa Melzi, proprietà privata della famiglia Melzi, dove visse Leonardo da Vinci dal 1511 al 1513 e Villa Castelbarco situata in una cornice naturale di otto ettari di parco, dove è possibile incontrare cervi e daini allo stato selvaggio. Per gli amanti dell'architettura durante la navigazione sarà possibile vedere anche il Villaggio Crespi, un insediamento storico ed eccezionale esempio di "città aziendale" del 19° e 20° secolo, costruite in Europa e Nord America da industriali illuminati per soddisfare le esigenze dei lavoratori. Dal 1995 è nell'elenco dei siti patrimonio mondiale dell'UNESCO e considerato un capolavoro di avanguardia nel suo campo, un brillante esempio di architettura mista.

La presenza di Leonardo Da Vinci e la sua ammirazione per il Fiume Adda, si può percepire osservando attentamente alcuni suoi capolavori, come per esempio “la Vergine delle Rocce”, dove l’artista per i suoi sfondi si è lasciato ispirare dai luoghi  che attraverserete. Con quel fiume Leonardo aveva anche un rapporto di sfida, tant’è che si presume usasse l’Adda per testare alcune sue invenzioni come “il Traghetto di Leonardo”, una chiatta collegata a un cavo ancorato tra le due sponde del fiume che si muove utilizzando come motore la corrente fluviale. Una di queste chiatte è tutt’oggi visibile nel collegamento tra Imbresago e Villa D’Adda.

Seguendo la corrente del Naviglio, nel centro città o nelle campagne circostanti, vivrete un’esperienza unica che vi lascerà ricordi meravigliosi e dipingerà nella vostra mente una Milano totalmente diversa da quella conosciuta.

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